Perchè andare a dormire finalmente ad un’ora decente quando hai la possibilità di fare comunque tardi?
Perchè se c’è una cosa che rimpiangerò di questa avventura è l’impossibilità di godermi la città di Tokyo come avrei voluto. Nei primi giorni, quelli con meno carico di lavoro, eravamo impossibilitati a spostarci a nostro piacimento. Le nostre attività erano limitate all’Activity Plan (quello che ci hanno approvato il giorno prima della partenza tacci loro) e quindi il massimo consentitoci era il tratto a piedi da Casa Italia al nostro Hotel.
Poi, medaglia dopo medaglia, i ritmi sono aumentati e anche se usciti dalla libertà vigilata i momenti “di bassa” – per ripescare un termine alberghiero – restavano un’illusione.
Quindi arrivati al giorno 18, una volta finiti gli appuntamenti con i medagliati a Casa Italia, ecco la decisione di fare due passi in buona compagnia direzione Tokyo Tower. Tanto sembra essere vicina, la vedo tutti i santi giorni nel tragitto che dal MPC mi porta a Casa Italia. E’ sicuramente in zona!
Quasi.
Non proprio.
Dista circa 3km.
Da fare a piedi.
Alle 2 di notte.
A 40°.
Idea geniale.
La Tokyo Tower è una torre per le telecomunicazioni alta oltre 300 metri, che la rende la seconda struttura artificiale più alta del Giappone, e ricorda in maniera assurda la Torre Eiffel. Si dice sempre che la Cina sia la patria della contraffazione, ma pure il Giappone ha le sue “copie”.
Franz e il disagio – vol. Tokyo drift
La strada che porta da Casa Italia alla Tokyo Tower è anche conosciuta come la “via Piccolomini di Tokyo”.
Ti sembra di essere ad un passo dalla Torre, ma più ti avvicina più si allontana.
Così, alle ore 3.30 il tuo cell ti fa i complimenti per aver raggiuto l’obiettivo di passi giornalieri.
E devi anche tornare verso l’hotel.
32 anni per niente.
Curiosità del giorno
I Tiktoker asiatici esistono e si danno appuntamento sotto la Tokyo Tower.