Prima mixed zone olimpica, prima medagl…ah no.
Dopo 13 infiniti giorni chiuso all’interno del centro stampo oggi scopro che c’è vita oltre Minato. Il mio autista personale – un taxi – mi aspettava all’entrata già 5 minuti prima dell’orario prefissato. A quanto pare non sono l’unico a cui piace arrivare in anticipo. Il fatto che lui lo faccia per lavoro e io perchè mister ansia è un dettaglio.
Corre piano piano la statale 526 che porta da Tokyo alla baia di Enoshima, citta della prefettura di Kanagawa. Enoshima è una piccola isola di circa 15kmq davanti alla foce del fiume Katase e collegata alla terra da un ponte. Insomma una Mont Saint-Michel che non ce l’ha fatta.
Il panorama che ha accompagnato il mio spostamento verso sud è stato un mix di grattacieli, case rustiche, tempietti, risaie, centri di addestramento samurai, palestre pokemon e tant’altro. O almeno così voglio immaginarmelo dato che ho dormito per gran parte del viaggio.
Se mi sembrava umida Tokyo – ieri sera alle gare di atletica c’era umidità al 98% – stare a bordo mare è ancora peggio.
Enoshima ospita il circolo velico dove si disputano le regate olimpiche. L’Italia è presente in sei classi con buone possibilità di medaglie.
Franz e il disagio – vol. Tokyo drift
Vado ad Enoshima perchè c’è una probabile medaglia.
L’italiano entra in Medal da terzo, si gioca argento e bronzo con un francese e un polacco.
C’è indubbiamente profumo di podio, che alla vela manca dal 2008.
Parte la regata. L’italiano è subito primo ma dalle immagine è chiaro che ha anticipato la partenza.
A metà bolina gli viene comunicata la squalifica. Medaglia buttatta.
Viene squalificato anche il polacco. La medaglia torna possibile.
Viene squalificato anche il francese. Ma che cazzo sta succedendo?!?
Per le medaglie tornano incredibilmente in gioco anche Israele e Cina.
Israele deve vincere per superare Italiano e Polacco. Possibile.
Cinese deve arrivare quarto per superare Italiano, polacco e israeliano. Difficile.
Israele vince. ok.
Cinese quarto. Ma porcoddue.
Curiosità del giorno
Ai giapponesi frega nulla se le olimpiadi sono un evento mondiale. Quindi gli impianti temporanei sono stati fatti in scala adatta a loro. Altezza media delle porte 1,60m, altezza sedute 35 cm. Insomma ti obbligano ad inchinarti all’entrata e a lavorare con le ginocchia in bocca.