Il giorno dopo che un italiano conquista l’oro nei 100 metri ai Giochi Olimpici è ancora più assurdo del giorno della vittoria.
Non c’è posto dove passi senza che, essendo abbastanza palese la nostra appartenenza alla squadra italiana (solo sulle mutande non ho scritto “Italia”), qualcuno non si senta in dovere morale di complimentarsi.
“Ben fatto!” – io non ho fatto nulla
“E’ il vostro anno” – ecchellà
“Più importante degli Europei” – eh, grazie graziella
E altre frasi che nascondo un mix di stupore, invidia, felicità, incredulità, ecc.
Gli americani rosicano, gli anglosassoni pure, noi godiamo come dei ricci.
Oggi è anche il 15esimo giorno che sono a Tokyo.
Vuol dire che sono finiti i miei 14gg di libertà vigilata. Sono libero di andare dove mi pare, ma non ho tempo.
Ma come premio alla pazienza abbiamo vinto il primo vero pranzo in Tokyo città.
In un ristorante siciliano.
Se devo mangiare pesce crudo, almeno che sia accompagnato da vino e non da salsa di soia.
Franz e il disagio – vol. Tokyo drift
Decido di prendere i mezzi pubblici.
Dicono a Tokyo siano in orario come quando c’era Lvi. Anzi, ancora meglio.
La stazione di Shinagawa, la più vicina al mio hotel, è tipo una volta e mezzo Torbole. Ed è considerata piccola.
Studio percorsi, cambi linea, insomma sono un google maps con le gambe.
Prendo la prima linea.
Arrivo al primo interscambio.
Trovo il mio binario.
Aspetto.
Aspetto.
Non capisco un cazzo degli annunci.
Aspetto.
Inizio a rendermi conto che c’è poca gente.
Aspetto.
Trovo online che la linea ha forti ritardi.
Aspetto.
Per incidente “human related” i treni sono fermi.
Impreco.
Curiosità del giorno
L’incidente “human related” non è altro che un suicidio. Ce ne sono tantissimi ogni anno in Giappone. La scelta di buttarsi sui binari ha un suo perché: la gente si toglie la vita perché oppressa da uno stile di vita a classi sociali. Si toglie la vita in segno di protesta contro una società in cui non si riconosce.
Bloccano i treni per divulgare questo messaggio di rabbia e protesta.
Un attacco alla società.