Sveglia presto, a letto tardi, sputacchi alternati. Dopo due giorni di gare il mood di questi Giochi è assai chiaro.
Rimpiango l’aver dato disponibilità ad andare in ufficio già il giorno successivo al nostro rientro in Italia.
Il calendario delle finali è ogni giorno più fitto, potrebbero arrivare medaglie in ogni momento. Potrebbero, perché il bottino finale “conta” solo tre bronzi non permettendoci di avere un valido motivo per terminare la giornata s-bronzi a Casa Italia.
Quindi, a differenza del mio predecessore, al settimo giorno non mi sono riposato affatto! A Tokyo si lavora e ci si rompe i coglioni (cit.).
Le gioie però arrivano quando meno te l’aspetti e la giornata si è conclusa con una improvvisata caccia al tesoro risolta in zona cesarini. Meritato premio: una bella birra fresca, a sette giorni di distanza dall’ultima.
Per bere un caffè come si deve, invece, temo che dovrò aspettare ancora.
Franz e il disagio – vol. Tokyo drift
Nemmeno un giorno di servizio e già sono stato rimpiazzato. È proprio come dicono, la tecnologia sostituirà il lavoro umano. (v. Day 6 – Stop the count)
Curiosità del giorno
I Giapponesi sono un popolo che non sopporta le perdite di tempo. Oltre a non cuocere il pesce prima di mangiarlo a quanto pare non sopportano nemmeno prepararsi la frutta. In tutti i supermercati (o per lo meno in quelli che mi è concesso frequentare in questi giorni di libertà vigilata) la frutta viene venduta senza buccia e già tagliata.